La ruga del cretino, Vitali – Picozzi: un tuffo a fine ‘800!

Il mio genere letterario preferito è  il true crime. E in un certo senso, molto lato, il romanzo di Andrea Vitali e Massimo Picozzi lo è. Perchè uno dei mille personaggi è niente-popo-di-meno-che…. Cesare Lombroso! Sì, proprio quel Marco Ezechia Lombroso detto Cesare, esponente del positivismo e come tale uomo fiducioso nelle risorse umane, innovatore e fondatore dell’antropologia criminale.
Sono stata quindi incuriosita dalla sua presenza in questa storia molto articolata, perchè una delle grandi doti di Vitali è a mio avviso quella di riuscire a narrare in maniera divertente avvenimenti anche molto banali, riconducendo tutto alla microdimensione del paesello di provincia sul lago di Como, che a suo modo diventa riproduzione più vasta delle dinamiche sociali della specie umana.
In ogni caso, questo esperimento Crime è abbastanza riuscito, nel senso che una bella sforbiciata di un centinaio di pagine non avrebbe fatto male, perchè a volte si ha l’impressione di perdere il filo del discorso – anche se poi viene ripreso qualche capitolo più in là. L’avvio è un po’ lento, arrancante, ma a un certo punto si viene sommersi dall’eclettismo di ogni personaggio, che è caratterizzato in una maniera talmente totalizzante, da risultare vicina alla stereotipia, senza tuttavia varcare quel confine.
La narrazione di Vitali tiene in piedi tutto il circo dei mille eroi di quest’avventura, mentre Picozzi entra in gioco sotto l’aspetto criminale-scientifico, mettendo in luce la figura di Lombroso, con tutte le derivazioni che ciò comporta. L’alienista risulta un personaggio ben riuscito, messo a fuoco nel contesto, e quattro risate sono garantite. Più che garantite!
A parte l’elemento crime, quello che colpisce nel segno è ovviamente la maestria nel ricreare un paesello di fine 800 alle prese con lo spiritismo, con la religione e con le pettegole, che sono una cosa meravigliosa nelle mani di Vitali. Due donne uccise a Torino, l’indagine di Ottolenghi e Lombroso, e un sacco, ma proprio un sacco di guai a Bellano, sono il perno su cui ruota l’intera trama, alla fine tutto acquisterà un senso, o almeno, quasi tutto.
Il finale lascia presagire un possibile sequel, che a questo punto invoco a gran voce perchè…  no dai, non può mica finire così!

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2 pensieri su “La ruga del cretino, Vitali – Picozzi: un tuffo a fine ‘800!

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