La ragazza del treno, Paula Hawkins ovvero anvedi sta ‘mbriacona

A parte il titolo sornione e ironico.
Ma sul serio?
Cioè, questa roba sarebbe un successo mondiale, best seller con i controattributi?
Tenete conto che io sono una lettrice mediocre – o almeno mi definisco tale – quindi avrei dovuto apprezzarlo, perché la trama è semplice, intrigante e sembra un bel passatempo. E invece è una rottura di palle, concedetemi il francesismo.
Non succede niente per quasi tutto lo svolgimento della trama, se così vogliamo chiamarla, poi alla fine si svelano gli altarini, il ritmo diventa concitato e scoppia la bomba. Veramente, l’unica cosa bella è il finale.


Infatti la protagonista concede ben poche chance di immedesimazione o quantomeno di provare un filo di empatia, perché è peggio di quelle che nei film horror vanno a chiudersi negli sgabuzzini con le porte di carta velina.

L’unico sentimento che mi ha suscitato per gran parte della lettura è stato un velato (non tanto) nervosismo e soprattutto la voglia di entrare nel libro e scuoterla per bene dal suo stato di torpore. Il tema dell’alcolismo mi sembra trattato in maniera poco realistica, però io non sono un alcolista, non ho parenti alcolisti, di conseguenza non posso sapere cosa si prova. Insomma, quello che voglio dire è che il dolore di Rachel – la protagonista – sembrava poco veritiero e per questo arrivava poco di lei e dei suoi problemi. La narrazione piuttosto piatta non aiuta di certo.
In un certo senso, l’autrice ha raggiunto uno scopo abbastanza arduo: suscitare stati emotivi nel potenziale lettore. Che poi il sopraddetto fosse odio e un crescente istinto omicida, poco importa.

Il riscatto arriva a trenta pagine dalla fine.
In sostanza: se avete tempo da perdere, leggetelo, se no, non vi curate di lui ma guardate e passate. 😉

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12 pensieri su “La ragazza del treno, Paula Hawkins ovvero anvedi sta ‘mbriacona

  1. Finisce sempre così con i libri tanto pibblizzati e amati dai più… Io ancora non l’ho letto ma non avendo tempo da perdere,passo oltre,seguendo il tuo consiglio 😉

  2. Non so quanti degli attuali cosiddetti best-sellers internazionali non siano attualmente sofisticati progetti elaborati da specifici working groups ad-hoc nell’ambito dei grandi gruppi editoriali, realizzati con l’ausilio di focus-group e beta-testing, per i quali l’autore è semplicemente uno degli ingranaggi. Come per la musica, e per i film…

  3. Beh se questo è un progetto sofisticato e accuratamente studiato, non oso immaginare cosa esca da qualcosa di fatto male e a casaccio, perchè l’idea è proprio quella!

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