Les Revenants

L’altro giorno, mentre cercavo un modo disperato per intrattermi facendo la cyclette a casa, su Sky On Demand mi sono imbattuta in una serie che sembrava essere promettente soltanto dal titolo, cioè Les Revenants.
Mi sono innamorata e ora sono a circa metà della prima stagione. Sono affascinata e al tempo stesso inquietata, perché il tema non è uno dei più felici da affrontare, infatti, citando Wikipedia:

In un piccolo paese di montagna, alcune persone morte da qualche tempo, ritornano in vita: Camille, un’adolescente morta in un incidente d’autobus, Simon, un giovane morto suicida il giorno del suo matrimonio, Louis alias Victor, un bambino che non parla e molti altri. I “redivivi” cercano di tornare alle proprie vite come se nulla fosse successo ma nel frattempo si verificano degli strani fenomeni: si interrompe spesso la corrente, si abbassa il livello dell’acqua della diga del paese, appaiono strane ferite sui corpi dei vivi e dei morti.

Ora, la resurrezione di solito non è proprio uno dei miei argomenti preferiti e preferisco non concedermi alcun tipo di dubbio in merito, poiché si aprirebbe una questione infinita, voglio soltanto dire che di morti redivivi, per il momento, non ne sono comparsi a bussare alla mia porta. In ogni caso, ciò che apprezzo particolarmente della serie è il modo diretto che ha di trattare il problema. Sembrerà assurdo, ma è il collante della fiction. Perché perdere tempo a negare l’evidenza quando i fatti parlano chiari?
I personaggi sono molto interessanti e sebbene per ora nessuno abbia svelato niente di che, è molto intrigante il modo in cui i “morti” si riprendono il pezzo di vita che è stato loro tolto.

Non penso di essere l’unica che a volte vorrebbe rivedere qualcuno che ha seppellito tempo fa: il dolore per la dipartita di qualcuno che si ama è forse una delle cose con le quali l’essere umano non potrà mai riappacificarsi. Perdere coloro a cui vuoi bene ti lacera e che ti piaccia o meno, dovrai imparare a conviverci. Questo non significa che non vorresti rivederli accanto a te per parlarci e per abbracciarli.
Quindi credo che uno dei grossi vantaggi di questa serie sia proprio quello dell’immedesimazione, è impossibile evitare di provare empatia e di sentirsi coinvolti.La domanda che aleggia sopra le teste di ogni personaggio in ogni episodio è: “Sei tornato, ma sei ancora tu? La morte ti ha tolto qualcosa? Sei meglio o peggio di prima?”
Curioso come poi ognuno interpreti a suo modo le vicende. La cosa mi è risultata lampante conversando con mia madre a proposito di un personaggio, Simon, che morì il giorno del suo matrimonio con Adèle (suicida, ma questo lei non lo sa). Trovo che questa sia la storyline in assoluto più interessante: Simon torna, cerca Adèle che è in procinto di sposare un altro uomo. Dopo le prime titubanze la donna si lascia completamente travolgere dal suo amore redivivo, del quale era incinta proprio prima che morisse. Ha cresciuto la figlia di Simon ed è stato praticamente come avere la faccia di Simon davanti ogni giorno della vita che ha passato senza di lui, e ora che ce l’ha lì davanti… beh, voi che avreste fatto? Io esattamente ciò che ha fatto Adèle: ci sarei finita dentro in pieno.
Mia madre, saggiamente, suggerisce che dieci anni senza una persona ti cambiano, che non sei più la persona che eri prima… e se stessi semplicemente inseguendo il fantasma di un amore?

E voi, che avreste fatto?

In ogni caso, alla prossima puntata.:)

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5 pensieri su “Les Revenants

  1. Sto vedendo anche io questa serie e la adoro! Ha una bellissima regia, le location e la colonna sonora dei mogwai contribuiscono non poco ad una storia in fondo molto basata sulle atmosfere. E poi, proprio come te, trovo che il tema, sicuramente complesso, sia trattato in modo tutt’altro che banale. A me ha molto intrigato la figura di Victor, il bambino, un mix di inquietudine e dolcezza. Sto alla metà della seconda serie e, ovviamente, non ti do anticipazioni. Ti dico però che continua a non deludere e che certamente va vista sino alla fine…(se finirà con la seconda serie…chissà!?)
    Rispetto ad Adele e Simon, spesso può accadere che l’amore del passato- sopratutto se irrisolto o non vissuto a pieno-(come accade ai due personaggi della serie) torni prepotente e vinca sugli amori attuali, ma il punto di vista della tua mamma, frutto della sua maturità, è interessante. I ricordi possono essere fantasmi affascinanti, ma, nell’attuale, ci attrae davvero ciò che abbiamo amato un tempo? O è solo nostalgia?

  2. Victor è una figura altamente complessa e mai banale, ma nulla in questa serie lo è. Devo dire che di solito di fronte ai successi così eclatanti mi trovo un po’ diffidente, invece in questo caso approvo in pieno.
    Ho amato Les Revenants e sono rimasta intontita per tutto il giorno successivo all’ultimo episodio della seconda stagione! *.*

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