Les Revenants #2

Sono sparita per troppo tempo dal blog. Sapete cosa stavo facendo? Stavo guardando Les Revenants! Ne ero totalmente assorbita, rapita. Infatti ho terminato la seconda stagione qualche giorno fa e mi sono presa una pausa per riordinare i pensieri, perchè quello che resta allo spettatore alla fine della visione è tantissimo su cui riflettere.
Mi sono crogiolata nelle mie menate per un po’ e adesso sono pronta a condividerle con il mondo.
(Per chi non sapesse di cosa sto parlando: Les Revenants #1)

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Il finale della prima stagione ci aveva lasciato con una città sommersa e i Redivivi spariti, insieme ad alcuni vivi. Il tema del “non lasciar andare” è secondo me ciò che caratterizza la seconda stagione.
La madre di Camille non vuole lasciarla andare, Simon non vuole lasciare andare Adèle, Julie non vuole lasciar andare Victor (e viceversa)… Ognuno si aggrappa alla speranza perchè il dolore sarebbe troppo da affrontare. Non voglio dilungarmi sulla questione dei “misteri irrisolti”, perchè in realtà secondo me non ce ne sono poi molti, e se ci sono, passano in secondo piano.  Ciò che realmente conta, a mio avviso, è come ci si sente guardando episodio dopo episodio. Il senso di smarrimento cresce, l’ansia penetra nelle ossa, si va via via raggiungendo il limite di non ritorno, fino al finale perfetto in ogni minuto, che non voglio spoilerarvi perchè è un imperativo categorico guardare questa serie. Davvero, è sublime. E’ qualcosa di più rispetto a ciò che i nostri poveri schermi italici ci hanno abituati.
E’ una serie da guardare con il cuore, più che con la logica. Sono sicura che l’intento degli sceneggiatori fosse consentire alla maggior parte del pubblico di lasciarsi inghiottire da essa. E’ corale proprio perché ognuno può avvicinarsi alla storia che sente più sua, credo che il dolore della perdita sia qualcosa di essenziale per tutti noi. Non necessariamente un ricordo, ma anche una paura.
Infatti, la storia che mi ha colpito maggiormente (oltre a quella di Victor e Julie, molto dolce) è stata come già accennavo quella di Adèle e Simon. La paura di perdere chi amo è una paura atavica che mi porto dietro senza nemmeno esserne così consapevole, ma che mi rendo conto è emersa prepotente osservando gli sviluppi di questa storia interrotta bruscamente e ripresa con il ritorno di Simon dal mondo dei morti.
Senza stare a dilungarmi sul suo sviluppo, quello che ho capito è che Adèle alla fine non è mai riuscita ad andare avanti, è un po’ come fosse morta insieme a Simon. Ha tentato di raggiungerlo e infine si intuisce che ci sia riuscita, perchè senza di lui non era più la stessa, era davvero morta dentro. Forse è stato meglio così anche per Chloé, la figlia dei due, che non poteva più vivere con una madre presente fisicamente sulla terra, ma con la  testa e il cuore da un’altra parte. Credo che la loro storia sia stata rappresentata meravigliosamente e ne sono rimasta davvero colpita e stordita, perchè mai una serie tv aveva fatto emergere in me tutte queste riflessioni.

Ottimo prodotto, di cui spero che non produrranno una terza stagione, perchè tutto ciò che c’era da dire è stato magistralmente detto.

 

 

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2 pensieri su “Les Revenants #2

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