Nei luoghi oscuri, Gillian Flynn

Prima recensione del 2016, wow! In realtà ho terminato la lettura il 29 dicembre dell’anno scorso (OMG 4 giorni fa = l’anno scorso!) ma solo ora ho trovato dieci minutini per parlarne.

La trama era molto interessante e avevo apprezzato l’autrice ne “L’amore bugiardo”, quindi mi sono subito tuffata nella storia di Libby, ragazza trentenne unica sopravvissuta al massacro dell’intera famiglia, ventiquattro anni prima, il cui colpevole venne identificato proprio nel fratello Ben, condannato e imprigionato grazie alla testimonianza della stessa Libby che giurò di averlo udito sterminare sua madre e le sue due sorelle.

Anni dopo, vediamo una Libby inquieta, senza uno scopo, senza sapere cosa farsene di quell’esistenza che ritiene le sia stata in qualche modo donata visto che avrebbe potuto benissimo finire sottoterra insieme ai suoi cari e invece no, è lì sul pianeta Terra a occupare uno spazio che non sa proprio come utilizzare.

Non ero una bambina adorabile e sono diventata un’adulta decisamente sgradevole. Tracciate un disegno della mia anima e ne uscirà uno sgorbio con le zanne.

Apprezzo molto lo stile della Flynn, perchè è piuttosto scorrevole e si adegua bene alle atmosfere che vuole descrivere: il senso di irrequietezza e di malcelata ansia traspare e si annusa a ogni parola, la fatica con cui la protagonista trascina la sua esistenza è talmente evidente da essere quasi schiacciante. Il tema del passato che ritorna prepotente è sempre qualcosa che leggo molto volentieri, poiché sono convinta che i conti in sospeso vadano in qualche modo chiusi o pian piano apriranno una voragine dentro chi se li porta appresso.

Le mie orecchie presero a ronzare al ricordo dei rumori uditi quella notte:  quel grugnito maschile, i gemiti e le urla strazianti di mia madre. Luoghi oscuri.

In ogni caso, Libby è costretta ad affrontarlo il suo passato, insieme alla sua testimonianza palesemente falsa e indotta dalla polizia, quando incontra un gruppo di appasionati di omicidi e delitti, che si mettono a indagare al posto delle autorità, visionando prove e facendo teorie. La ragazza giungerà piano piano alla verità, che è molto più complicata di ciò che sembra, ma che le permetterà di chiudere a chiave i luoghi oscuri della sua mente e fare pace con la vita che le rimane da assaporare.

Non è un capolavoro, non è un libro impegnativo che richiedi sforzi sovrumani per essere letto, ma è davvero carino e credo che i personaggi a loro modo siano ben strutturati e credibili: Libby con la sua apatia, Ben che sente il bisogno di espiare colpe sepolte…

Leggetelo per un po’ di tempo spensierato. Spensierato si fa per dire, visto il soggetto, ma per chi come me è appassionato di Crime, sarà davvero del tempo rilassante. 😉

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