Il principe della Nebbia, Carlos Ruiz Zafòn

L’altro giorno ho detto che Lucarelli è uno dei miei autori preferiti. Bene, anche Carlos Ruiz Zafòn si aggiudica il podio, perchè lo amo alla follia. Ho ufficialmente letto tutte le sue opere e mi sento in pace con il mondo.

“Il principe della Nebbia” sarebbe un romanzo per ragazzi e in effetti lo si nota, perchè è permeato dall’atmosfera del magico che predomina e assorbe ogni aspetto della narrazione. E’ ugualmente adatto a un pubblico adulto perchè è in grado di coinvolgere il lettore e tenerlo incollato alle pagine, almeno questo è ciò che mi è accaduto.

Ambientato durante la seconda guerra mondiale, ricorda vagamente Boccaccio per il senso di estraniamento da una situazione orrenda e pericolosa (blasfemia portami via): la famiglia Carver si trasferisce in una villetta sulla costa spagnola per sfuggire al vento della guerra.

A differenza del Boccaccio però, qui abbiamo inquietanti accadimenti e sinistri figuri che trasmettono un senso di ansia e allarme perenne a chi sta leggendo. La magia e il mistero crescono fino all’esplosione finale.
E’ un bel racconto, permeato da sentimenti e dalla presenza della Nebbia che diventa una protagonista a tutti gli effetti, personificandosi in un certo qual modo nel Principe del titolo.

Lo stile di Zafòn poi è molto particolare: ricercato, elegante, fine ma non complesso. E’ avvolt
o da un’assoluta naturalezza che sembra esca senza alcuna difficoltà dallo scrittore.

Insomma, perfetto per queste giornate calde e assolate, perchè vorrete cercare un bel posticino all’ombra e rimanervi fino a quando non avrete terminato la lettura.

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2 pensieri su “Il principe della Nebbia, Carlos Ruiz Zafòn

  1. L’ho letto qualche anno fa e non mi era piaciuto per niente. L’ho trovato troppo cupo, mi aspettavo di più, avendolo letto dopo la trilogia de L’ombra del vento!

  2. E’ vero, l’ombra del vento è sicuramente una spanna sopra, ma devo dire che in generale apprezzo molto l’autore e anche se la trilogia della nebbia è decisamente più cupa e angosciante non posso fare a meno di lodare Zafon! 🙂

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